TARGHE AUTOMOBILISTICHE: 8 COSE CHE NON SAPEVI

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1. CHI FURONO I PRIMI? La prima targa è nata in Francia il 14 agosto del 1893: quel giorno di piena estate la Polizia di Parigi emise un’ordinanza che introduceva appunto la registrazione di questi mezzi; l’obbligo era tuttavia solo per le auto pubbliche.
 
2. E GLI ALTRI? La seconda nazione che introdusse l’obbligo di targa fu la Germania, nel 1896. L’Italia non si fece attendere troppo e, nel 1898 si unì e la targa fece la sua comparsa nel regolamento per la circolazione delle “vetture automobili” del Comune di Milano. Negli Usa il primo Stato a muoversi fu New York, nel 1901.
 
3. IL PRIMO CODICE DELLA STRADA FU QUELLO ITALIANO! Milano, nel bene e nel male, ha sempre anticipato le tendenze che si sarebbero poi affermate nel resto del Paese. Quindi il regolamento meneghino venne essenzialmente preso a modello dal Governo di Roma. Il 28 agosto 1901 un regio decreto emanava il “Regolamento per la circolazione delle vetture automobili sulle strade ordinarie”. Lo possiamo considerare a tutti gli effetti il primo codice della strada italiano.
 
4. COSA DICEVA IL PRIMO CODICE DELLA STRADA? In esso si prescriveva che il proprietario del veicolo aveva il compito di realizzare a proprie spese la Targa automobilistica. Questa doveva essere fabbricata in metallo; doveva riportare il nome della Provincia di appartenenza e il numero della licenza rilasciata dalla Prefettura. Oggi ne vengono conservati ancora due esemplari: il Museo dell’automobile di Torino ha la targa “GENOVA 83”, mentre il Museo della scienza e della tecnica di Milano custodisce “PADOVA 2”.
 
5. QUANDO DIVENTARONO SOLO NUMERICHE? Nel 1905 le prime due cifre indicavano il codice della Provincia di appartenenza, attribuito secondo l’ordine alfabetico; all’epoca le province erano 69. Alessandria era la numero 1, Milano 38, Napoli 40, Roma 55, Torino 63.
Le successive cinque cifre riportavano il numero di licenza: per un po’ furono a posto.
 
6. QUANDO FURONO INTRODOTTE LE PROVINCE? Nel 1927 Mussolini creò ben 17 nuove province, allora il sistema entrò in crisi. Il duce quindi spazzò via i codici numerici e introdusse le sigle provinciali a due lettere, a cui seguiva un numero progressivo a quattro cifre; unica eccezione Roma, scritta per intero.
 
7. MATERIALI! Nel 1963 la #plastica prende il posto del metallo, ma con alcune difficoltà, soprattutto a causa della temperatura emessa dal vicino motore, che spesso le scioglieva. Nel 1976 la sigla della Provincia diventa #arancione e cominciano a vedersi targhe di forma rettangolare ad una sola riga. Nel 1985 si torna ad usare il #metallo e la scritta diventa nera su fondo bianco. Con l’esaurirsi delle numerazioni, la lettera viene spostata in fondo.
 
8. ADDIO PROVINCIA! E arriviamo al 1994 quando sparisce la sigla provinciale. C’è solo un codice seriale formato da due lettere, tre numeri e due lettere, sempre nere su fondo bianco. Le proteste furono molte, le targhe “apolidi” non piacevano a nessuno. Allora nel 1999 si arrivò alla forma in vigore ancora oggi, che prevede due fasce verticali ai lati con fondo blu: a sinistra la sigla della nazione sotto il simbolo dell’Unione europea, a destra la sigla provinciale e sopra, a volte, l’anno d’immatricolazione.
 

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